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programma di ricerca a lungo termine: la fisica della radiazione cosmica. Vengono
subito costruiti dei contatori Geiger-Müller posti in coincidenza per studiare il
potere penetrante delle particelle ionizzanti associate alla radiazione cosmica e il
giovane Rossi realizza il suo famoso circuito elettronico a coincidenze multiple,
che consentiva di osservare impulsi simultanei (coincidenze) fra più di due
contatori Geiger- Muller permettendo di individuare la traiettoria dei singoli
corpuscoli della radiazione penetrante. Ancora discussa è in quel momento la
questione se questi corpuscoli rappresentino il fenomeno primario, proveniente
dallo spazio cosmico, oppure siano generati nell' alta atmosfera per effetto di una
radiazione di altra natura. La scoperta di una eventuale dipendenza dell'intensità
della radiazione penetrante dalla latitudine geomagnetica (effetto latitudine)
avrebbe corroborato l'ipotesi del fenomeno primario. Rossi aveva previsto che in
questo caso il campo magnetico terrestre avrebbe dovuto determinare anche un
effetto Est-Ovest", cioè un'asimmetria nell'intensità dei raggi cosmici rispetto
al piano del meridiano magnetico terrestre. Fra il 1930 e il 1931 Rossi effettua
esperimenti per scoprire tale effetto, il cui esito negativo viene attribuito da Rossi
all'assorbimento da parte dell'atmosfera. Nel corso di una delle sue frequenti
visite a Roma, Rossi discute con Fermi il problema dell'assorbimento e nel 1933
pubblicano insieme l'articolo Azione del campo magnetico terrestre sulla radiazione
penetrante. L'interpretazione di Rossi si rivelerà corretta: i raggi cosmici primari
sono per lo più protoni che perdono la maggior parte della loro energia attraverso
collisioni nucleari. Sulla base di queste ipotesi Rossi decide di organizzare una
spedizione in Africa, che fornirà poi conferma dell' effetto Est-Ovest, ma a causa
di quelle che lo stesso Rossi definisce «difficoltà di carattere logistico» la spedizione
viene battuta sul tempo da T. H. Johnson e L. Alvarez, un giovane allievo di
Arthur Compton, che scoprono simultaneamente e annunciano prima di lui
questi risultati.
1934 Nel mese di gennaio del 1934 Irène Curie e Frédéric Joliot annunciano Neutroni lenti a via Panisperna
- la scoperta di nuovi radioisotopi ottenuti artificialmente bombardando
i nuclei di elementi leggeri con particelle α. Fermi intuisce immediatamente che
i neutroni possono essere validamente utilizzati come proiettili per indurre la
radioattività artificiale: essendo privi di carica non sono soggetti alla repulsione
coulombiana esercitata dai nuclei bersaglio. È l'occasione per iniziare esperimenti
su larga scala. Verso la fine di marzo vengono irradiati diversi elementi la cui
attività viene misurata per mezzo di un contatore Geiger-MUller. Dopo una serie
di tentativi infruttuosi fatti con la sorgente di polonio-berillio, Rasetti parte per
il Marocco e Fermi inizia a bombardare in modo sistematico gli elementi del
sistema periodico di numero atomico crescente utilizzando una sorgente neutro-
nica più intensa costituita da radon e berillio. Sorgenti di questo tipo erano già
state fornite da Giulio Cesare Trabacchi, dell'Istituto di Sanità (proprio per questo
soprannominato dai membri del gruppo "La divina Provvidenza") e utilizzate con Oscar D'Agostino, Emilio Segrè,
lo spettro metro a raggi gamma. Finalmente il contatore di Geiger-Muller registra Edoardo Amaldi, Franco Rasetti
alcuni conteggi irradiando il fluoro e l'alluminio. Secondo l'interpretazione data ed Enrico Fermi davanti all'Istituto
subito da Fermi il nucleo dell'alluminio assorbe un neutrone emettendo una di Fisica a via Panisperna (1934)
particella α (nucleo di elio) trasformandosi in sodio che a sua volta decade
Luisa Bonolis I 157
L'opera scientifica di Enrico Fermi

